Come far digerire la Wedding planner a mamma e nonna. 8 quesiti per esclamare: come abbiamo fatto a non pensarci prima!

Hai deciso, ingaggerai una Wedding Planner, una pianificatrice di nozze.

Troppi impegni: la casa, il lavoro, la palestra ed il futuro marito. Oramai non sai più a chi dare i resti e l’organizzazione delle nozze ti sta dando il colpo di grazia. Ci hai provato, ma per come sei perfettina e maniacale per i dettagli, pianificare è troppo impegnativo oltre che stressante. Tu vuoi la favola!

Così, tra una ricerca di fornitori e l’altra, ti sei imbattuta in questa figura per te provvidenziale, la Wedding Planner. Hai reperito più informazioni possibili sulle competenze della perfetta pianificatrice di nozze, hai cercato quella che rispondeva alle tue esigenze ed hai capito che ti può aiutare solo lei. 

Anche il tuo futuro marito, al settimo cielo per non dover più macinare km alla ricerca della location e di ogni altro fornitore, ha appoggiato di buon grado la tua soluzione. 

Ora ti sembra tutto perfetto. 

Ecco appunto, sembra!

Purtroppo l’entusiasmo per la decisione presa è destinato a spegnersi in poco tempo; infatti immediatamente dopo aver comunicato alla tua mamma ed alla nonna che sarà una Wedding Planner ad affiancarti nella pianificazione del tuo matrimonio, si è scatenata una vera e propria bagarre.

La mamma e la nonna si erano già figurate come le co-protagoniste dei preparativi ed in un momento le hai spodestate.

Sei consapevole che finirai per discuterci pesantemente perché loro, di qualche generazione fa, non conoscono il ruolo del Wedding Planner, benché siano convinte del contrario. Infatti non si sono mai perse una puntata di ogni programma televisivo in cui si vedano spose, fiori, abiti da sposa e qualsiasi orpello che faccia riferimento ad un matrimonio.
E proprio in virtù della loro mania per i programmi di spose, hanno nutrito la profonda convinzione che organizzare un matrimonio sia un gioco da ragazzi e che non richieda competenze particolari. Ahinoi!

La tua mamma è offesa: sia perché si parla ancora del suo matrimonio, organizzato in quattro e quattr’otto, 30 anni fa; sia perché è stata lei in persona ad aiutare sua cugina e la sorella della nipote della sua migliore amica nei preparativi. Laddove altri le hanno chiesto un aiuto, “ha buon gusto”, tu, sua figlia, pagherai un’ESTRANEA per farti supportare, seguire e pianificare il giorno più bello della tua vita. Ti pare?

Tuttavia sei dispiaciuta.

E’ un peccato lei non si renda conto di quanto tu abbia bisogno del sostegno di un professionista che sopporti i tuoi frequenti sfoghi, ti incoraggi e consigli nelle scelte e soprattutto che ti guidi passo passo verso il coronamento del tuo sogno.

Sei sull’orlo di una crisi di nervi, da qualche giorno non fai altro che sentirti ripetere che i soldi spesi per la Wedding Planner sono soldi buttati. Che tutte le spose fanno da sole senza aiuti. Quotidianamente ti rimbomba nel cervello il mantra “Hai tante amiche, piuttosto fatti aiutare da loro!” 

Una cosa è certa, tu non cambierai idea e di certo non vuoi passare un anno con più stress di quello che avevi deciso di evitare. 

Credo di avere per te una buona notizia, stai per leggere qualcosa su come far digerire (o almeno provarci) la figura del Wedding Planner a nonnetta e mammà.
Ti propongo 8 domande da porre loro, quesiti che implicitamente spiegano il duro lavoro di un Wedding Planner.

1) Chiedi loro se hanno idea di come farti ottimizzare i soldi che hai deciso di investire per le tue nozze (il famoso budget); se conoscono almeno due/tre fornitori per ogni categoria (fioristi, grafici, banqueting, fotografi, musicisti ecc.) tra i quali tu potrai scegliere quello con cui hai maggiore affinità e che sia in linea con il tuo stile e con lo stile del tuo matrimonio.

2) Chiedi loro se sarebbero capaci di negoziare un contratto per avere delle scontistiche particolari da cui tu potrai trarre benefici economici.

3) Chiedi loro se hanno idea dell’impegno, in termini di tempo, per eseguire tutti i sopralluoghi necessari, calendarizzare gli appuntamenti, far fronte agli incontri con i fornitori (specie a ridosso delle nozze) e gestire una riunione pre-evento affinché siano in grado di lavorare in team.

4) Chiedi loro se hanno idea di come si visioni un contratto per essere sicuri che non contenga “fregature” e se, a tal proposito, possano anche occuparsi delle scadenze di pagamento.

5) Chiedi dunque se se la sentono di occuparsi del soggiorno dei tuoi amici americani e dei parenti londinesi del tuo futuro marito. E visto che ci sono, se sono in grado di trovare per loro il giusto intrattenimento nei giorni che precedono o seguono le tue nozze. Mica li vorremo fare annoiare?

6) Chiedi loro se penseranno alla logistica, perché la chiesa in cui hai deciso di sposarti è situata su una strada chiusa al traffico ed avrai bisogno dei permessi. 

7) Chiedi loro anche se sarebbero così felici di lasciare la chiesa durante lo scambio delle fedi per correre in location a coordinare i fornitori. Sia mai che arrivano gli ospiti in location prima che abbiano finito di apparecchiare la tavola!

8) Non ti dimenticare, infine, di chiedere loro di realizzare un progetto personalizzato senza proporti allestimenti già visti e rivisti in tv. 

Ora, benché le avrai fatte desistere dal proposito di aiutarti nella pianificazione e nell’organizzazione delle tue nozze, ti suggerisco di non sottovalutare un aspetto importantissimo, il più importante: 
—> il matrimonio di una figlia/nipote è un momento di gioia e di forte condivisione, regala a mamma e nonna l’emozione di aiutarti, condividi con loro le tue scelte in fatto di fiori, di colori e di decori, fatti accompagnare in atelier, coinvolgile nella scelta delle bomboniere, fatti aiutare a confezionare i sacchetti per i colleghi. Per loro sarà emozione pura e non proveranno più alcun risentimento nei confronti della Wedding Planner che, a quel punto, si occuperà di altro.

Se non hai il coraggio di parlare con loro, lo farò io con te! Le convinceremo che hai preso la decisione più giusta. 

Contattami su Messenger per fissare un colloquio conoscitivo. 
Il primo è sempre senza impegno.

Ti aspetto!

Lucia 
The loveplanner